Il fotovoltaico è il futuro, ecco perché

“Il Sole è un nuovo giorno” scriveva il filosofo greco Eraclito. E possiamo dire che dal 500 Avanti Cristo le cose non sono cambiate. Il Sole è una delle più grandi fonti di energia conosciute. Ed è normale che l’uomo tenti di sfruttarla a suo vantaggio. Uno dei modi che la mente umana ha messo appunto per riuscirci è il fotovoltaico, che secondo molti potrebbe essere il “futuro dell’energia” ovvero la tecnologia più adatta a provvedere al nostro fabbisogno energetico negli anni a venire o comunque in futuro più o meno prossimo. Di fotovoltaico si sente parlare ormai da diversi anni: come tutte le tecnologie anche il fotovoltaico ha conosciuto diverse fasi di sviluppo, si è modificato ed evoluto rispetto alla sua nascita.

Ad oggi si tratta in effetti di una delle soluzioni più gettonate a parere di molti. Detto ciò il dibattito sulle energie rinnovabili è lontano dall’essere risolto e anzi è quanto mai acceso e frizzante. Di conseguenza non è scontato dare al fotovoltaico il “trofeo” di energia del futuro, tuttavia sono diversi i vantaggi che offre e su questi ci soffermeremo nella nostra analisi.

Si tratta innanzitutto di una cosiddetta “energia rinnovabile perpetua”: le migliori, sulla carta.

In generale, il fotovoltaico non richiede una frequente manutenzione, ma è importante: questo perché non possiede organici meccanici in movimento, come ad esempio le turbine eoliche. Una volta piazzato insomma non sarà necessario farlo monitorare assiduamente da specialisti ma viaggerà – per così dire – col pilota automatico. Un aspetto fondamentale è legato ai costi: l’impianto fotovoltaico, in linea di massima, si “ripaga da sé” abbastanza in fretta. In poche parole in circa un anno e mezzo produce la stessa energia utilizzata per fabbricarlo. E la sua vita media è di circa 25 anni.

Vediamo come si è aggiornata la sua tecnologia. In generale ci sono stati dei passi avanti, anche sull’onda dello sviluppo della mobilità elettrica. Il prezzo delle installazioni si è abbassato rispetto ad un paio di anni fa (i dati dicono di circa 1/3 in 5 anni) e spesso le azienda danno buone garanzie sul prodotto. L’investimento di capitale non è eccessivo e si può recuperare nel giro di una decade. Aveva ragione Eraclito?